AIORA
installazione site-specific di Lucrezia Salerno
a cura di Marco Ercolani
SATURA Palazzo Stella
Sabato 4 ottobre 2025 alle ore 17:00
https://satura.it/mostre-ed-eventi/lucrezia-salerno/
In occasione della 21^ Giornata del Contemporaneo, s’inaugura sabato 4 ottobre alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, l’installazione site-specific “Aiora” di Lucrezia Salerno, a cura di Marco Ercolani. L’evento sarà preceduto da un’apertura straordinaria dedicata al collezionismo venerdì 3 ottobre dalle ore 18:00 alle 22:00. L’installazione resterà aperta fino al 18 ottobre 2025 con orario dal martedì al venerdì 9:30–13:00/15:00–19:00, il sabato 15:00–19:00.
Aiora, l’installazione di Lucrezia Salerno modellata nello spazio della Sala Pozzo di Palazzo Stella, comprende un pavimento ricoperto da un prato di erba vera, diverse piante rampicanti alle pareti, al centro un’altalena (aiora) con un corpo di ragazza legato a due alberi con due mani che trattengono una corda, e due piedi, entrambi scolpiti in argilla rossa, raffigurati nell’atto della spinta, un toro, un ragno, una tavoletta con la scritta violenza, vicino al pozzo una ciotola colma d’acqua, e appese al muro tre carte con tre parole cucite e annodate in fili (mythos, logos, nodi). In una nicchia a sinistra appare una testa di argilla rossa che si riflette in uno specchio. Il tema dominante dell’installazione è l’esercizio del ritmo vitale simboleggiato dall’altalena. Ma, nell’immagine dei nodi che legano e slegano, si adombra il destino arcaico della donna, fra repressione e violenza, fra parola e non-parola, fra ritmi dionisiaci e tragedie assolute. Lucrezia Salerno, nata e cresciuta nel sud della Puglia, ha un rapporto materico con le arti plastiche che la porta a reinventare vittime di miti antichi e di violenze reali. L’artista contesta, con Aiora, questa violenza arcaica che reprime la libertà femminile strappandole voce e vita. Slegare nodi, ridare voce e ritmo a donne spesso sacrificate o uccise, appare, qui, come dovere di libertà, necessario ritmo di vita, nella potenza (da taranta) della danza liberata: in Aiora non c’è posto per una morte asservita, da schiave del silenzio, ma per una vita dove lo splendore del corpo esce fuori di sé in un turbine di movimenti e di forme, libero da ogni logos: pura energia del mythos dove lo sconvolto destino femminile, rifuggendo ogni servitù, riacquista senso e ragione.